sabato 18 febbraio 2012

Il destino di un cavaliere


Dopo la scoperta del "segreto" di Joaquin si era creata una situazione assurda, Novella non potendo apertamente accettare l'esistenza di un morto senziente inquando non espressamente indicato su bolla papale stava deliberatamente ignorando il nostro compagno. Si poneva quindi il problema di porre fine a tale situazione. La soluzione venne trovata discutendo direttamente con fra Novella, se Joaquin parla, si muove e ragiona come un vivo allora probabilmente è vivo! La soluzione piaqque all'inquisitore che l'accettò di buon grado, forse più per non dover fare a pezzi un'amico... anche se non l'ammetterà mai.
Risolto il problema "dell'esistenza" del nostro compagno, recuperammo le parti dell'ordigno tedesco e ci dirigemmo verso nord in cerca della città con l'emblema dell'aragosta.
La jeep ci consentì di viaggiare veloce ed in maniera piuttosto confortevole, il serbatoio conteneva abbastanza benzina e ci permise di inoltrarci parecchio in territorio francese. Rimanemmo a secco nei pressi delle rovine di una piccola cittadina che portava su di se i segni di pesanti bombardamenti, alcuni edifici sembravano però abbastanza in buono stato per poterci dare un buon riparo per la notte.
Avvicinandoci alla città Joaquin percepì una presenza, che mi disse inquietarlo ( come possa essere inquieto un morto, che non ha più un granchè da perdere, un giorno me lo spiegherà! ). La presenza si rivelò essere un uomo di nome Simon, un tizio vestito in maniera piuttosto bizzarra, anfibi ai piedi, pantaloni mimetici, giacca a rombi bianchi e neri, guanti bianchi, cappello a cilindro ed una maschera antigas che gli penzolava appesa al collo.
Si appoggiava ad lunghissimo bastone, e a parte questo era completamente disarmato!
Si rivelò essere una persona molto gentile ed accomodante, nonchè privo di senno, infatti lui ed Adolf sembravano amici di vecchia data. Devo dire con assoluta sincerità che provai anch'io simpatia per questo bizzarro personaggio.
Trovammo un posto tranquillo per accamparci, accendere il fuoco e mangiare qualcosa. Ci intrattenemmo in un'interessante conversazione col nostro nuovo amico, ci raccontò molte cose interessanti, pareva aver vagato per queste terre in lungo e in largo ed aver visto un po' tutto quel che c'è al mondo da vedere. Ci disse che il lungo bastone che portava con se doveva essere consegnato ad un cacciatore di morti che si trovava a nord, quella era la sua missione.
Ad un certo punto Simon decise che per lui era ora di dormire, estrasse dal suo zaino due marionette di pregevole fattura, una raffigurante un leone e l'altra un guerriero in armatura, le salutò ed accarezzò, poi le dispose in terra come per fargli da guardiani notturni, e  si addormentò immediatamente.
Visto che il nostro nuovo compagno non sembrava interessato a fornire il suo contributo alla guardia notturna, e la fanciulla non sarebbe stata una valida opzione, anche perchè disarmata e forse non in grado di maneggiare le nostre armi, decidemmo i turni. Il primo turno andò a Novella, che non potendo/volendo accettare la realtà della nuova "condizione" di Joaquin si comportò normalmente, io ed Adolf decidemmo che il secondo terzo e quarto turno avrebbe potuto farli tranquillamente Joaquin che non aveva più la necessità di riposarsi.
La notte passò tranquilla se non per il fallito tentativo di accoppiarsi di Adolf, e Joaquin che al mattino ci raccontò di aver avuto la sensazione che qualcuno ci spiasse, qualcuno che avrebbe lasciato sulla neve impronte grandi come noci... morto e con i primi segni di squilibrio mentale! Ottimo!
Anche la giornata successiva fu tranquilla, passammo lontano da Bordeaux in quanto, stando a quel che diceva Simon, attuale  base dei Diavoli Blu. A riprova della veridicità delle sue parole vedemmo in lontananza una colonna formata da un carro ed un halftrack riportanti il tridente blu lasciare la città. Era per noi impossibile pensare di assaltare il rifugio di una banda che poteva contare su un discreto numero di uomini molto ben armati, nutriti, ed in possesso di un tigre.
Raggiungemmo la successiva città a notte inoltrata, Simon ci disse che era già stato in questo posto e ci condusse in una farmacia abbandonata che si rivelò essere un ottimo rifugio. Ci disse inoltre che il suo viaggio era terminato perchè il giorno successivo avrebbe consegnato il bastone a Carlitos. Simon ripetè le stesse operazioni della notte precedente e si mise a dormire, noi anche, primo turno a Novella ed il resto a Joaquin.
Mi svegliai col cuore in gola al rumore della corona spinarorum che si accendeva. Novella era in piedi di fronte a noi dandoci le spalle, Adolf ed io lo raggiungemmo in un attimo mentre Joaquin faceva capolino dalla porta d'ingresso. L'inquisitore era in piedi con l'arma accesa ed il viso contratto in una smorfia di stupore misto ad orrore, il suo volto era bianco come la neve. Ci raccontò che una marionetta armata di coltello aveva tentato di fare irruzione nel nostro rifugio, fuori dalla farmacia vedemmo impronte grandi come noci...
Adolf ed io tornando a dormire fissammo il leone di pezza di Simon, tutti e due avevamo sentito un'altro rumore oltre al motore della corona spinarorum, era il ruggito di un leone! Scoprimmo che tutti i presentiti avevano udito lo stesso verso, tutti tranne Simon che dormiva.
Finalmente era giorno!
In paese arrivò un gruppo di una trentina di persone, davanti gente che si fustigava e subito dietro Carlitos, il suo luogotenente ed un tizio con volto coperto da un cappuccio con un unico buco per vedere. Ci avvicinammo. Se fino a quel momento avevo pensato che Adolf e Simon fossero pazzi mi dovetti ricredere! Questo Carlitos era completamente e totalmente fuori di senno! Ricevette il bastone da Simon che si congedò da noi con un inchino. Carlitos iniziò il suo sproloquio, ci disse che stava conducendo quel manipolo di persone nel paese del Godi Godi, dove avrebbero vissuto, gozzovigliato e fornicato! Un chiaro esempio di rettitudine e fede che non passò inosservato all'occhio vigile di Novella che ebbe immediatamente da dissentire, e lo fece come sempre con parole di fuoco. I "fedeli" di Carlitos sembrarono risentirsi parecchio alle parole del frate, e si avvicinarono con fare minaccioso. Cercai di sedare gli animi con parole accomodanti, in qualche modo, ci riuscii e venni addirittura invitato da Carlitos ad unirmi alla simpatica combricola, rifiutai dicendo che avevo una missione da portare a termine, ma che magari in un futuro avrei potuto raggiungerli. Il luogotenente ci spiegò che Carlitos aveva tutti questi seguaci a causa delle sue visioni, che erano quasi sempre veritiere, per il resto anche lui pensava che il suo amico fosse uscito di senno! Con Adolf il discorso fu diverso, lui e Carlitos si erano reciprocamente sognati, e per tutti e due l'incontro risultò essere la meta di un percorso partito da molto lontano, e forse è realmente così. Forse quelli che noi consideriamo folli, in realtà sono solo persone che riescono a guardare il mondo con gli occhi dei semplici, e non attraverso i filtri che la fede, la politica o anche solo la nostra cultura immancabilmente ci impone. Adolf e la ragazza decisero di unirsi a loro. Trovo che il nostro amico abbia optato per la scelta per lui più corretta, in fondo il Godi Godi è il posto che fa per lui, forse tutto il mondo per lui è il Godi Godi. Gli auguro tutta la fortuna del mondo e di vivere felice fino alla fine dei suoi giorni!
Carlitos ci ha invitato a partecipare ai festeggiamenti per l'ingresso nella sua comunità di Adolf, e noi lo festeggeremo!

Sia Simon che Carlitos, in occasioni diverse si sono rivolti a me parlando del fatto che a breve incontrerò il mio destino, a tutti e due ho risposto che il mio destino è affidato alle mani del Signore. Ma quale destino può avere un cavaliere? Solo quello di perire combattendo! Mio Signore, forse a breve verrò a te, se questa è la tua volontà!

Ma adesso festeggiamo Adolf!
Oggi non sarà un giorno di sangue, oggi non sarà il giorno della mia riconciliazione a Dio!
Oggi saluto un amico!

Non nobis Domine sed nomini tuo da gloriam
Celestino.

12 commenti:

  1. Se ragiona è vivo, non vedo come potrebbe essere altrimenti. Non è certo facendo a pezzi un vivo scambiato per un morto senziente che si rispetta la Bolla Papale.
    :)

    RispondiElimina
  2. NOVELLA = BOLLE, DOGMI E LEGGI.... CHE PALLE!!!

    RispondiElimina
  3. Nessuno ha ancora notato "l'occhio vigile"... una finezza!

    RispondiElimina
  4. Sono davvero l'unico a pensare che forse il pagliaccio è invasato da un Loa?

    RispondiElimina
  5. Ursha scusa la mia ignoranza, ma cosa intendi per Loa?

    RispondiElimina
  6. Il loa del Baron Samedì Ursha?

    RispondiElimina
  7. Ma posso commentare nuovamente!?
    Sì che figata! Vai!!!! E' da un po' che lurkavo ma non riuscivo a commentare, complimenti a tutti a Kuduk e ai giocatori davvero un bel blog!

    RispondiElimina
  8. Grazis mr Mist, stasera abbiamo la grande conclusione della campagna e poi si passa al IV reich!!!

    RispondiElimina
  9. I loa sono gli spiriti del woodo che possiedono le persone e in effetti il "pagliaccio" mi faceva pensare al barone Samedì

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Interessante mi potrebbe tornare utile!!! grazie Ursha
      p.s. se hai il manuale terre perdute vi è una spiegazione abbastanza vaga su chi sia il matto!!!

      Elimina
  10. No non possiedo il materiale di Sine requie. D'altronde attualmente per il postapocalittico utilizzo materiale vario di Cthulhu in salsa D20 e ho altri tre sistemi di gioco, aora come ora l'acquisto non mi attira.

    Poi se i futuro volessi provare una distopia utilizzerei piuttosto la trama di 1999, che fatalità sotto certi aspetti è molto simile a quella di sine requie, perchè sembra incredibile ma nell'immaginario del post apocalittico europeo compaiono immancabilmente sia il vaticano che i nazzisti.

    http://www.1999legacy.com/OfficialMaterial/Background/Background.html

    RispondiElimina