Chiediamo scusa, ma per circa un mesetto sospenderemo le sedute a Sine Requie, avvenimenti importanti delle nostre vite (ed anche piacevoli) ci costringono a prenderci un breve periodo di pausa, ma non temete Baracca e gli altri torneranno al più presto ad allietare le vostre giornate... ciao a tutti!!!
sabato 15 febbraio 2014
sabato 1 febbraio 2014
L'oro di Kartoffen
Bisognava ammettere che, data la dipartita di Kartoffen, si
era liberato un posto in auto e il nuovo venuto condivideva con il crucco
almeno alcuni aspetti, come la grande disponibilità al tradimento e alla
diserzione, visto che, pur appartenendo fieramente (a suo dire) al corpo dei
bersaglieri, si riprometteva di non tornare mai più in patria, e come
l'appartenenza alla schiera dei nostri nemici nella guerra mondiale.
Baracca giurò di essere disposto a dare la vita per noi se
l'avessimo preso nel gruppo (ma rifiutò ogni ipotesi di pagamento anticipato),
colpì una lattina con una scarica di mitra, dimostrando insieme la sua
precisione e la sua scarsa astuzia, visto che aveva consumato metà caricatore
per impressionarci, asserì di conoscere bene le vie, mostrò un prezioso
orologio d'oro appartenuto a suo padre, un caro ricordo che era prontissimo a
barattare con un biglietto per gli USA, infine ci prese per sfinimento e (anche
grazie alla corruzione a suon di tabacco operata verso Joe) accettammo di
portarlo con noi.
La prima tappa fu il paese nel quale sapevamo che Kartoffen
aveva occultato l'allora suo, ora nostro tesoro: non era lontano e quasi sulla
via per Lisbona: ci arrivammo in poco più di un'ora.

Improvvisamente, udimmo un rumore provenire dal Municipio,
che si trovava proprio davanti alla fontana. Occupammo l'edificio con una
rapida e brillante operazione militare: era vuoto. C'era solo una radio.
L'accendemmo, e subito cominciò a gracchiare un messaggio: era una comunità di
sopravvissuti che abitava in un paese lì vicino e posto proprio sulla strada
per Lisbona, su una montagna, e che asseriva di avere abbondanza di armi e
viveri, nonché di essere disposta ad accogliere chiunque.
In altre parole: una chiarissima esca per chissà quale
trappola.
Quando, poche ore dopo, passammo in prossimità del paese
dichiarato, notammo una serie di drappi rossi inerpicati per una via di
montagna e che chiaramente indicavano l'itinerario per raggiungere la comunità.
Ci fermammo lì giusto il tempo per fare a pezzi tre morti (due civili e un
tedesco in divisa, che dal foro alla tempia pareva chiaramente essere stato
giustiziato: ma che diavolo ci faceva così lontano dalle sue linee?), per
perquisirli senza trovare nulla di utile e per rimirare il paesaggio
mozzafiato.
Poi ripartimmo. Chissà se avevamo fatto bene a ignorare il
villaggio? Facilmente erano loro ad avere il tesoro di Kartoffen, ma forse, in
quanto americani, saremmo stati imbarcati senza che ci fosse richiesto il
prezzo del biglietto.
E poi il Signore ha prescritto di vivere in povertà, che
diamine!
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