Preparatevi fedeli seguaci del culto della Rasata, i figli della lupa stanno per tornare... e in nuove strabilianti vesti!!!
Eccovi un piccolo aiuto...
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martedì 9 aprile 2013
giovedì 1 marzo 2012
Tuitio Fidei et Obsequium Pauperum (Difesa della fede e Servizio ai poveri)
(MARE NOSTRUM)
Bolla Papale Emessa il 1 Gennaio 1957
Con la presente il Papa ripristina
l'Ordine Ospitaliero( consigliato dal Santarosa, che spera di
indebolire l'avversario politico Renato da Chianciano, sia per
mitigare le sempre più accese e numerose proteste degli ex veterani
del regime fascita (10° MAS e Folgore) tutt'altro che soddisfatti di
servire nelle sante milizie come semplici fanti visto il loro più
che valido addestramento militare). Conferendo l'incarico di guida a
Ernesto Paternò Castello (in qualità di reggente fino alla
rielezione di un grande maestro), lo scopo dell'ordine è quello di
riconquistare le loro antiche roccaforti nel mediterraneo, gettare le
basi per aprire e gestire rapporti commerciali (o eventualmente
guerrafondai) con il nuovo vicino del Regno di Osiride e debellare la
pirateria che infesta i mari.
Tra i vari obbiettivi dell'ordine vi è
la liberazione di Malta, la loro principale roccaforte e poi la
liberazione di Cipro e Rodi, più l'eventuale sogno di riconquistare
i territori in terrasanta. All'ordine non viene concesso nessun punto
di riferimento o appoggio sulla penisola a parte Venezia, dove di
fatto sostituiscono i Templari
venerdì 23 settembre 2011
Gli eroi
Da un pò seguiamo le vicende di un pugno di eroi, ma poco conosciamo di costoro. Chi sono e sopratutto cosa li anima e sostiene nella loro quotidiana lotta contro il male:Fratello Ariosto: "Il Colto". Le sue conoscenze degli argomenti e della storia sono vastissime. La sua lucidità e calma sono proverbiali, tanto quanto il suo sadismo quando cade in preda all'ira (da cui il soprannome GranBrace). Nel gruppo è il fidato compagno nonché spalla di fratello Celestino, che accompagna e sostiene in ogni situazione o mischia e dal quale viene spesso redarguito per i suoi modi un po' inquisitoriali.
Tarocco Dominante: Il Papa
Fratello Celestino: "Il Saggio". Sempre pronto a dispensare consigli agli amici e mazzate ai nemici. Ex alpino sopravvissuto all'inferno del fronte russo gode di molta considerazione e rispetto all'interno del gruppo (anche il suo enorme Expiator). Spesso ricopre il ruolo di leader, sopratutto quando ci sono da appianare discussioni interne. Ultimamente sta cominciando a tollerare sempre meno le "visioni" di padre Joacquin, il suo sospetto è che il Frate medico abbia poco a che vedere con la medicina.
Tarocco Dominante: La Forza
Padre Joacquin: "Il Misterioso". Scaltro e furbo, quanto abile con le pistole. Tipo versatile e molto emotivo. Dovrebbe essere (e uso il condizionale non a caso) il medico del gruppo, ma in realtà è la cosa che gli riesce meno. Spesso tiene delle posizioni alquanto ambigue, nelle discussioni di gruppo, cosa che provoca il sospetto nei compagni (e ultimamente anche la rabbia di Celestino). Proverbiali sono gli scontri dialettici con quest'ultimo
Tarocco Dominante: La Papessa
Otto von Rokken: "Il Dotato". Mai aggettivo potrebbe essere più azzeccato e non si riferisce alle doti mentali dell'individuo. Nel gruppo è la mina vagante. Ha fiuto per i guai e spesso ci si "ficca" a testa bassa solo per le sue brame. Solitamente è l'elemento di disturbo, quello che può fare tutto senza vincoli ecclesiastici e che fa della "sboronaggine" un'arte. La sua lingua è tagliente e diabolica, per coloro che intrattengono un dialogo con lui (e divina per le donne che rasserena nelle buie notti). Nonostante sia tedesco, è un grande amante della cultura, ma sopratutto dei dialetti italiani, che parla con grande abilità. Il fatto che ricordi poco o nulla del suo passato e che abbia tatuato sul petto il numero 69 rende questo individuo ancora più affascinante.
Tarocco Dominante: Il Carro
venerdì 9 settembre 2011
Le armi dei templari

LIBERA NOS A MALO
Quest'arma, un colosso anche tra i suoi simili, fu forgiata dai benedettini di Catanzaro. Si trattava di un prototipo non proprio ben riuscito, sicché venne lasciato da parte. Fratello Celestino, durante una missione in Calabria, nella quale divenne templare Adepto, la notò e la volle come sua arma, apportandovi qualche modifica personale (la frizione del Fifty). Terminate le modifiche funzionali, decise di farvi incidere sopra la lama e il "corpo" metallico le parole del cantico "Libera nos a malo"(da qui appunto il nome), del famoso gesuita di Correggio chiamato "Tagliabue".
AGNUS DEI
Storia assai diversa riguarda l'expiator minor di fratello Ariosto. Grazie alla sua nobile e potente famiglia, potè visionare personalmente tutti i passaggi di costruzione dello strumento di morte e apportarvi le personali modifiche. L'expiator risultò quindi un'arma ben bilanciata e adeguata al fisico del templare, a parte un piccolo difetto nella frizione che spesso fa incastrare l'arma. La caratteristica principale di Agnus Dei rimane nella sua bellezza quasi pacchiana. Decine di incisioni che riproducono i versi dell'Orlando Furioso, tassativamente in latino, ricoprono ogni centimetro dell'arma, facendola apparire più un oggetto da parata che un vero e proprio strumento di morte. Ma è la sera durante i bivacchi all'aria aperta che questo expiator diventa uno strumento di terrore, quando con fare disinvolto, fratello Ariosto ama rileggere e recitare i versi sopra incisi.
venerdì 8 luglio 2011
Sine Requie

Cos'è Sine Requie, di seguito un splendida recensione:
"Recensione a cura della tana dei goblin"
Ci troviamo in un mondo cupo e devastato, un tetro riflesso di ciò che sarebbe potuto essere se solo… i morti non si fossero messi a camminare sulla terra! Tutto questo è iniziato ad accadere dal 6 Giugno 1944, proprio mentre coraggiosi soldati americani sbarcavano in Normandia. Da allora i morti non hanno più trovato riposo (Sine Requie, appunto), ed hanno iniziato a rialzarsi per uccidere i vivi, facendoli diventare parte delle loro schiere. E non basta un semplice proiettile in testa per fermarli, sono molto, molto più duri di quello che sembra.
In seguito a questi terribili eventi, le sorti del mondo sono cambiate.
Sono passati 13 anni, e seppure i grandi dittatori sono (o sembrano) morti, in seguito a ribellioni o attentati, le cose non stanno andando bene: il IV Reich ha il controllo assoluto della Germania, della Svizzera e di parte della Francia, compie orribili esperimenti genetici e domina ogni cosa con il pugno di ferro; non da meno è l’Italia, ora conosciuta come Sanctum Imperium, dove la popolazione si è rifugiata sotto l’ala protettrice della chiesa che dal Giorno del Giudizio (come ha ribattezzato il giorno in cui i morti sono tornati a camminare) ha proclamato l’arrivo dell’Apocalisse ed instaurato un regime teocratico, facendo tornare la nazione quasi al medioevo per certi aspetti; della Russia si sa poco, tranne che la popolazione impaurita si è rifugiata in gigantesche città di metallo ed ha sviluppato grandi invenzioni meccaniche, fino a riuscire a fondere uomo e macchina in alcuni terrificanti casi; tutte le restanti zone europee sono definite Terre Perdute, in cui i governi non sono riusciti a proteggere il popolo dall’avanzata dei morti ed ora sono luoghi desolati e pericolosi, in cui i morti camminano indisturbati. Del resto del mondo si sa ben poco, ed i più temono che siano solo immense lande di Terre Perdute, altri favoleggiano sull’America, un nuovo paradiso in terra… ma nessuno sa la verità. Dopo “aver parlato” di cosa ci si deve aspettare a livello d’ambientazione, passiamo al regolamento, innovativo ed intrigante. La novità principale è che non si usano dadi, né per creare la scheda né per giocare, ma si utilizzano le carte dei tarocchi, sia maggiori (quelli tipici da cartomante) che minori (dall’uno al dieci più tre figure per quattro semi). Per creare la scheda si pesca un certo numero di tarocchi maggiori, ognuno dei quali avrà diverse funzioni: uno indicherà la personalità del Pg (tarocco dominante), uno ne svelerà alcuni aspetti del passato (di cosa si occupava il Pg prima del Giorno del Giudizio?) e quattro daranno una polla numerica da suddividere in quattro gruppi di caratteristiche (mentali, fisiche, sociali, occulte). Poi si sceglie una professione, di solito in base alla zona in cui si è deciso di ambientare la campagna (Sanctum Imperium, Terre Perdute, IV Reich o Soviet); questa fornisce le abilità in cui il giocatore dividerà un certo numero di gradi. Si aggiunge qualche prezioso oggetto d’equipaggiamento, ed in breve la scheda è fatta. Sine Requie sfrutta un sistema semplice, che con pochissimi calcoli sulla scheda mette a disposizione tutto il necessario per giocare. Si ha un punteggio di caratteristiche (da 1 a 6, all’inizio) da sommare al bonus delle abilità, dato dalla conoscenza in queste (gradi). Il totale è il numero da ottenere con il test, per compiere il quale si estrae una carta dei tarocchi minori, se il numero è uguale o inferiore a quello richiesto la prova è riuscita. Nel caso siano pescate delle figure, ci sono degli effetti particolari, che avranno luogo a discrezione del Cartomante (il narratore della storia). Questo test è semplice come sembra, ma durante il combattimento subisce qualche rallentamento a causa di alcuni conti da fare e del dover pescare un tarocco maggiore per scoprire la locazione colpita, da verificare poi su un’apposita tabella. Il combattimento è realistico e mortale, ma, almeno in un primo momento, potrebbe risultare un po’ macchinoso. La vera innovazione è nell’uso dei tarocchi maggiori, grazie ai quali un giocatore può descrivere per intero una serie d’azioni (e non una sola e singola all’interno di un round di combattimento) ed il loro scopo finale. Fatto questo, pesca un tarocco, ed in base alla figura uscita, il Cartomante descrive tutte le conseguenze del caso. Alla fine del manuale ci sono vari esempi per ogni figura dei tarocchi maggiori. La parte molto bella è che se un esperto Cacciatore di Morti, pronto e ben armato, si prepara ad uccidere un solo morto che avanza lento verso di lui, con questo sistema non potrà mai perdere, ed anche pescando Il Diavolo o La Torre (due delle carte peggiori) avrà lo stesso abbattuto il nemico (perché era alla sua portata) magari riportando però delle ferite, oppure finendo con l’arma inceppata. In pratica si tratta di un modo intelligente e narrativo di tenere sotto controllo la fortuna, rendendo il gioco più scorrevole. Oltre a quanto detto ci sono infinite misteri da portare alla luce nel mondo di Sine Requie (basta pensare che nessuno sa ancora il vero motivo per cui i morti non hanno più pace), tutti intriganti e che potranno dare vita a lunghe campagne, in cui l’orrore ed il mistero saranno la portata principale. Un’intera sezione è dedicata ai morti (ad esclusivo uso del Cartomante!), un’altra parla di fenomeni paranormali ed un’altra ancora parla di ferite fisiche e mentali… e dei possibili (ma mai sicuri) metodi per guarirle. Tutto questo aggiungendo la possibilità di giocare in modo ancor meno casuale, creando a piacere la scheda, ed annullando quasi del tutto il fattore “pescare carte”, se si preferisce uno stile di gioco più incentrato sulla narrazione. Tirando le somme, Sine Requie Anno XIII si è rivelato un acquisto stupendo, un manuale completo e piacevole da leggere, con il sistema dei tarocchi perfettamente integrato con le regole e l’ambientazione. Spesso si fanno lodi immeritate (almeno a mio avviso) a giochi d’italica origine, ma credo che questo sia un caso in cui ogni complimento è meritato. Un plauso a Matteo Cortini e Leonardo Moretti, creatori di questo fantastico gioco, ora pubblicato dalla Asterion Press al prezzo di 30 euro (cartonato, 256 pag, in b/n), che già distribuisce per Sine Requie un apposito mazzo di tarocchi maggiori, dalle bellissime illustrazioni a tema (10 euro). Voto 8,5. | |
Pregi
Innovativo e affascinante sistema narrativo unito alla pesca dei tarocchi.
Ottima ambientazione con una bella grafica. Manuale interessante, con molteplici spunti per le avventure. | |
Difetti
Mi sono piaciute le "descrizioni" delle varie azioni attraverso gli occhi di chi ci vive, ma avrei gradito qualche dettaglio pratico in più. Mi ha lasciato un senso di vago.
Il combattimento, se a volte piace tirare dadi... ehm... girare carte, rischia di essere macchinoso. Alcune tabelle sono indispensabili da avere sottomano. Bisogna conoscere i vari significati dei tarocchi maggiori per rendere scorrevole il gioco (se devi ottenere un 6 e fai 5 sai cosa significa, se invece peschi La Papessa le prime volte hai qualche dubbio e rallenti il gioco) |
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