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lunedì 13 maggio 2019

The Baracca's Version 2


Corri cavallo corri ti prego … oh oh cavallo ..oh oh

Il posto di blocco è nell’oscurità, avviso i compagni che continuavano a teorizzare. Un cecchino ci attende alle porte di Vicus Novus.
Una bella accoglienza della Guiotti… diffida sempre delle donne che non ci stanno caro il mio Gioffredo.
Siamo qua nell’erba alta. Speriamo non ti colpiscano Gioffredo.
Conto i colpi sparati dal cecchino… troppo pochi per pensare che abbia finito le munizioni.
I compagni sono inermi sotto il fuoco di un vile, che non mostra il volto, ma fa sentire la sua baldanza.
A quel punto solo il nostro genio Gioffredo può salvare la situazione.
I cavalli sono poco lontani da noi, il posto di guardia si trova a un centinaio di metri da noi e capisco di aver fatto bene a raccontarti la guerra di Troia l’altro giorno.
Ci nascondiamo tra i cavalli e li usiamo come scudo, hai avuto una bella idea Gioffredo. Loro cadono sotto i colpi del cecchino, ma riusciamo a raggiungere il posto di blocco e creare un diversivo per i nostri compagni, aggrappandoci all’ultimo cavallo avanziamo verso la porta ma viene colpito e ci cade addosso.
Ho scritto una nuova ballata caro Gioffredo:

<<corri cavallo, corri ti prego
Fino al portone io ti guiderò,
Non ti fermare, vola ti prego
Corri come il vento che li salverò
Oh oh cavallo, oh, oh cavallo, oh oh cavallo, oh oh, cavallo, oh oh>>

La battaglia è vinta, pensa Gioffredo, un soldato voleva uccidermi, ma io l’ho ammazzato pur essendo schiacciato da un cavallo, spero tu sia illeso.
Gioffredo sai che ho un’idea. Occorre ricordare questi cavalli. Qui alle porte di Vicus Novus dovrà sorgere un ippodromo dove le anime di questi sei valorosi correranno per sempre e il posto di guardia sarà il centro del nuovo villaggio Ippico-ospitaliero.



P.s. Vicus Novus è rinomato per un bellissimo ippodromo, ora ahimè trasformato in campi di allenamento per le zebre

The Baracca's Version


Una vita, un debito e bei soldi
Caro Gioffredo, è stata dura oggi ma come sempre c’è l’abbiamo fatta. Siamo riusciti a sgominare la banda di criminali che occupavano la chiesa e tenevano in ostaggio Toath. Si vede che i nostri compagni di gruppo sono inesperti e in alcuni casi ciechi.
Guglielmo si fa troppo condizionare dagli inquisitori, prima baldanzoso poi un cucciolo di coniglietto quando loro parlano. Cambierà…
Caro Gioffredo sono contento che abbiamo salvato una vita. Hai visto quanto era grosso il burattino di argilla di Toath? hai visto come ci è saltato in groppa? Anche a me piacerebbe saltarti in groppa, ma sono felice comunque di portarti con me. Hai visto che Toath aveva dato al suo burattino un nome “Emeth”, lo aveva scritto in fronte. Nome da donna gli ha dato. Ci avresti potuto provare, era un po’ in “carne “ per te, ma avresti fatto una bella figura comunque.  Che ridere quando abbiamo scritto sul braccio e sedere della statua di argilla il nome di Guglielmo… peccato lo abbia cancellato… ha perso un po’ il senso dell’umorismo.
Una gran brava persona Toath, abbiamo fatto bene ad aprirgli le manette, per averlo liberato ci ha smollato 200 corone… pensa quanto ci divertiremo. Poi Toath era amico di nonno e gli amici di nonno sono miei amici. Non potevo permettere che fosse processato e ucciso. Luisa ci ha visto, ma per fortuna ha taciuto… sono in debito con lei. Volevo fare a metà, ma non ha voluto ora dovrò ricambiare il favore.
Sono strani i nostri compagni discutevano tra loro e non agivano, avevano vicino una bara con una creatura disgustosa dentro, un grosso burattino di argilla e Toath in manette . Noi siamo arrivati mangiando le provviste che i banditi avevano lasciato… buono il salame … per fortuna gli abbiamo detto cosa fare è hanno deciso di bruciare la bara. Parlano troppo e pensavano che un vecchio fosse il colpevole. Non hanno capito che c’è una terza forza in campo… i fascisti debellati… i partigiani di Toath pure. Chi rimane sono gli Excubitores di Vicus novus, devo solo capire il movente. La Guiotti forse ambisce al potere sulla città….
Lo scopriremo Gioffredo



martedì 16 aprile 2019

Baracca - La Follia-



Strano l’altra sera a Torino essermi imbambolato come un adolescente davanti alla contessa Bottero, strano che il mio fascino non l’abbia turbata… Ogni volta che cercavo di parlarle insieme, uscivano dalla mia bocca parole sconnesse…
Mi sono appena svegliato a Vicus Novus è un inquietante sogno ha turbato il mio sonno ho ancora le palpitazioni. Questo è ciò che ricordo
“Mi ero svegliato sentendo uno strano fruscio, tutti i compagni erano riversi in grosse pozze di sangue, tutti sgozzati, ma con un particolare, a tutti erano stati asportati i bulbi oculari. Il rumore che sentivo all’inizio lo risentii e notai vicino alla porta d’ingresso un grosso gatto nero che si leccava e le zampe sporche di sangue e mi fissava… poi mi sveglia.”
Pur essendo assonnato capisco tutto e la mia mente collega attimi e momenti. Tutto sembra più chiaro come un mosaico che si compone. Il mio 28mo senso mi aveva già avvisato la sera scorsa dalla Bottero, ragionare solo con la mente non sempre aiuta quando si è forniti della virtù meno apparente, tra tutte le virtù la più indecente.
La Bottero nascondeva qualcosa, il gatto che ho sentito nella biblioteca, che tanto ha turbato il mio spirito forse è lo stesso del sogno. Poi quella scena, forse una forma di processo di mummificazione… Le mummie che io sappia a Torino ci sono ancora al museo Egizio, luogo dove la Bottero ha contatti… Tutto torna…
Decido di lasciare all’oscuro della mia visione gli inquisitori, troppo amici di Don Gerardo, che è troppo amico della Bottero. Racconto la storia e i miei pensieri a Guglielmo, che subito mi capisce, e alle due escubitores Fanny e Laura che appena parlato del mio 28mo senso le vedo interessate ad altro e abbassano lo sguardo non mi fissandomi più negli occhi…

sabato 23 marzo 2019

Baracca - La Follia -


Sulle note di DESPACITO .... BALLATA A GUGLIELMO


Mi sembra parli troppo guardando te
Quelli segnan pure i cazzi tuoi
Si sente cosa pensi pure silenziando te
Loro sono i peggior mattatoi
Tu aumenti l’espressività
Insulti senza razionalità
Quei preti col vestito scuro
Non rispetti la rigidità
Sparli denigrando sua santità
Guarda anche loro lo hanno duro

INQUISITO
Caro il mio Guglielmo inquisito
Con l’espiator seppellito
Al patibolo  sei finito
INQUISITO

È stato peggio di un castigo
Fra Tommaso che fa il figo
E Mauro prepara la gogna
Sei pronto per sto sacrificio
Perché non chiudi la bocca
“Don Gerardo rincoglionito”
Sei proprio un bel picio
Il clero sai non si tocca
Le excubitores ti han sentito

Disprezzarli è uno scandalo
Farai la fine di un coriandolo
Nel rogo degli inquisitor
Inquisito inquisito nel fuoco finito
Passando dalla tortura
Che per la chiesa è na cura

INQUISITO
Caro il mio Guglielmo inquisito
Con l’espiator seppellito
Al patibolo  sei finito
INQUISITO

Fanny e Luisa hai divertito
Ti piange solo un amico
E Mauro prepara la gogna
Per Tommaso già seppellito
Ardito ardito sei stato tu punito
La lingua che scotta
Hai già preso una cotta
“Gerardo rincoglionito”
Non taci neanche sotto costrizione
Sarebbe stata buona la meditazione

INQUISITO
Caro il mio Guglielmo inquisito
Con l’espiator seppellito
Al patibolo  sei finito

INQUISITO


lunedì 18 marzo 2019

Baracca - La leggenda -


PARTE 2


Caro Gioffredo, cosa pensi del nostro gruppo. Hai visto c’è anche una lavapiatti. Non ha con se neanche una cucina da campo. Chissà come farà a preparaci cena? Magari è con noi perché ha sentito voci del nostro  nuovo progetto  del convento della Rasata in Piemonte ? Bello avere fratello Guglielmo al nostro fianco. Lo so piace anche a te è simpatico. Ti sento ridere nello zaino quando scherzo con lui. L’inquisitore sembra un tosto burocrate, ma una mezza sega in azione, peggio di lui solo il suo chierichetto…. Dice di essere il notaio… ma è cecato come una talpa… chissà cosa nota. Ringrazio di avere te e Guglielmo a coprirmi le spalle.
Caro Gioffredo, la ferita ora mi duole. Meglio che dorma, domani staro meglio. Sono tosto io. Poi non posso morire pensa a quante donne tristi … hai visto come mi guardava quella donna altolocata torinese l’altro giorno e poi quella suoretta nel pomeriggio. Oggi comunque ho scavalcato una palizzata insormontabile, studiato un piano perfetto, fatto scappare un inquisitore folle, fatto esplodere un palco, salvato un popolo, devastato un morto, portato sani e salvi l’inquisitore e il chierichetto (tra tutte forse l’impresa più difficile). Solo con te  e Guglielmo tutto questo è stato possibile. Grazie di esistere.

lunedì 11 marzo 2019

Il ritorno di Baracca


PARTE 1

- Sul perché mi ostino a voler Ghigno nel gruppo -



Caro Gioffredo, ricordi la prima volta che ti parlai, fu subito un brivido sì, ti dico una cosa se non la sai per me vale ancora così. Ci vuole passione con te non deve mancare mai, ci vuole mestiere perché lavoro di mazza lo sai.
Caro Gioffredo. Seppur tu sia solo un burattino, sei il più caro amico che ho, anzi sei più di un animo sei “ZIO”. Minchia Zio non ti ho mai lasciato e mai lo farò. Tu che mi proteggi , ora vederti a fianco a me ferito, mi da sollievo e tranquillità. Per salvare la popolazione di Torre Pellice ho dovuto immolare me stesso e rischiare la vita. Grazie a noi però ora sono salvi. Che bei luoghi che abbiamo attraversato per giungere fino a qua, nelle campagne tra Airasca e Pinerolo ho visto la pace. Lì vorrei che fondassimo il nostro ordine “L’Ultimo Impero”, tra la nebbia i boschi e ai piedi del monti in un luogo fuori ma vicino a tutto. Immagina Zio.
Caro Gioffredo,  pensa se creassimo  un nuovo ordine della Rasata. Daremmo  una possibilità anche alle donne al di là delle Alpi dove ormai regna la barbaria. Si parla un gran bene delle francesi.  Il complesso deve essere imponente e dare in ogni locale lo spazio ad ognuno per esprimersi.  Al nostro ritorno verso Torino poggerò la prima pietra, Guglielmo sarà contento e troverò altri proseliti qui a Torre Pellice. La Rasata tira sempre.  Pensa che bello gridare dal palco “ Ultimo” e tutti “Impero”…


P.s. Gioffredo è il burattino di Fratello Emilio
P.p.s. Qui info su cos'è L'ultimo Impero