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sabato 24 marzo 2012

L'estremo saluto


I miei affari mi hanno infine riportato nel Sanctum Imperium, qui devo sistemare alcune questioni in sospeso con un mio ex amico...
Appena varcati i confini dell'Iperium sono stato colto da una visione, ho visto la fine del povero Novella. Il poveretto è morto sputando sangue ma senza mai rinnegare la sua fede, in questo periodo che mi ha visto allontanarmi dai canoni della fede di Roma ho sentito molti uomini imprecare il loro dio prima che ponessi fine alle loro misere esistenze, ma lui no... il buon Novella nella sua ottusità aveva l'animo puro come quello di un animale.
Mi sono quindi diretto a Venezia, mi sembrava doveroso presenziare alle esequie del prete, infondo abbiamo combattuto insieme e rendere onore ad un combattente lo trovo doveroso, in fondo sono sempre un templare!
La carica di cappellano degli Ospitalieri lo doveva aver reso un personaggio in vista, alla funzione presenziava una folla di persone degna di un aristocratico! Tra tutta quella gente scorsi anche facce conosciute, il mio sguardo incrociò quello di Joaquin, ci salutammo con un gesto del capo. Tra di non vi è animosità, abbiamo solo scelto strade diverse che non è detto si incroceranno ancora. Gli auguro buona fortuna nella sua ricerca.
Ho visto quel buffone di Adolf vestito da Ospitaliere, lui non si è accorto di me, ma quella sottospece di escrescenza di Jaques non si accorgerebbe neanche di un tigre che gli passa sui piedi!
Questo nuovo corpo militare comunque ha destato il mio interesse, ho individuato alcuni soggetti con doti interessanti. Ho fatto molto bene a deviare il mio cammino fin qui a Venezia, ho avuto modo di notare molte cose interessanti tra le quali la quantità di morti che camminano tranquillamente alla luce del sole e quali importanti cariche essi ricoprano!
Riposa in pace Novella, spero che ora tu sia in un posto dove ti è più chiaro a quante menzogne la tua vita è stata sottoposta.

Ora devo andare, so che mi stanno aspettando... anzi, mi sta aspettando!

lunedì 27 febbraio 2012

Il diario di un Diabolicus


Apro gli occhi, lentamente...
I miei sensi sono amplificati all'inverosimile, scorgo una gamma di colori molto più vasta di prima ed anche il mio udito è notevolmente migliorato, ma ora sono stanco, troppo stanco, meglio riposare ancora un po'.

E' interessante questa mia nuova condizione, ho tutti i vantaggi dell'essere quello che sul Sine Requie viene descritto come morto Diabolicus, con i vantaggi dell'essere vivo ( quasi ), e mantenere quindi intatta la mia personalità, ricordi ed indole. Credo che il rito al momento non verrà riproposto su nessun'altro, tutto questo potere potrebbe far vacillare una mente debole.

Sono passati due giorni dall'esecuzione del rito su di me, sono in piena forma, anche i ricordi sono ritornati quasi completamente.
Mi sono intrattenuto a colloquiare con Jaques, da quello che siamo riusciti a ricostruire, il rito che svolsi su di me, e che mi catapultò nel futuro facendomi perdere la memoria, ha aperto una sorta di strappo nel continum spazio-tempo intrappolando me e gli angeli, i quali però, essendo stati sottoposti ad una forma imperfetta dello stesso rituale, ma completo, non hanno subito modificazioni della personalità o perdita della memoria. Almeno così crediamo.
L'altra cosa che ci lascia alquanto perplessi, è il fatto che ci siano voluti secoli prima dell'innescarsi di un effetto scatenante tale da fornire abbastanza energia perchè il rito si concludesse. Allo stato dei fatti, l'unica cosa che si può affermare con assoluta certezza è che il rito funziona molto bene se svolto su singoli individui, del resto non v'è certezza alcuna.
Ritornando poi alla questione iniziale, chiesi a Jaques quali fossero i nostri piani per l'immediato futuro, dato che aspettavamo visite e la croce appesa allo stolto stava tornado a casa.
Jaques mi disse che nonostante il lungo tempo trascorso dall'inizio della nostra "collaborazione" i principi basilari erano rimasti immutati nei secoli, pertanto l'obiettivo primario era sempre quello di costituire un'esercito di morti al servizio della vera fede per sbaragliale i nemici del Cristianesimo. Sopratutto quei nemici che si insinuano all'interno della casa del Signore, fingendo di essere servi ma che in realtà anelano potere ricercando testi alchemici ed armi per ottenere lo stesso tipo di potere terreno che cercano i servi del IV Reich. L'inquisizione avrà di che preoccuparsi, sopratutto a causa degli uomini di cui si circanda. Del resto, basta vedere il povero stolto di Novella, che come un cane ben addestrato eseguiva gli ordini senza mai mettere in dubbio il motivo che spingeva i suoi padroni a prendere un certo tipo di decisione, senza mai chiedersi se, per esempio, un'arma come quella atomica fosse più giusto distruggerla perchè non venga mai più usata o portarla a Roma perchè fosse replicata!

Peraltro, la mia nuova condizione, mi ha regalato una gradita sorpresa: la preveggenza.
Sono riuscito a vedere nel futuro dei miei ex compagni, Novella sarà rinchiuso in un convento, preso per pazzo per quello che ha raccontato su me e Jaques, ma riportare a Roma la bomba almeno gli ha salvato la vita. altrimenti sarebbe stato condannato per eresia dal suo steso ordine! Non sarebbe stato male come finale per lui, essere ucciso dall'ordine che ha sempre difeso con tanto ardore e poco intelletto!
Il segreto di Joaquin è già stato scoperto, ora è lui quello che viene tenuto sotto controllo dai suoi stessi "amici", la ricerca di sua sorella andrà avanti, non mi è dato sapere se mai la troverà o se lei si vorrà far trovare.
Per Adolf invece, forse perchè si tratta di un individuo "particolare" nel suo genere, la visione è stata molto confusa. Ho visto lui e la sua allegra compagnia avanzare nelle terre selvagge, al calar delle tenebre l'accensione di alcuni riflettori ed uno sparo in aria li ha fermati. Poi più nulla.

Oggi è il giorno in cui i nostri ospiti verranno a farci visita, per l'occasione ho nuovamente indossato l'armatura e tirato a lucido l'expiator ( che ora utilizzo agevolmente con una mano sola ), mi scontrerò con loro da templare, e loro faranno lo stesso... solo che io conosco già l'esito della battaglia!

sabato 18 febbraio 2012

Il destino di un cavaliere


Dopo la scoperta del "segreto" di Joaquin si era creata una situazione assurda, Novella non potendo apertamente accettare l'esistenza di un morto senziente inquando non espressamente indicato su bolla papale stava deliberatamente ignorando il nostro compagno. Si poneva quindi il problema di porre fine a tale situazione. La soluzione venne trovata discutendo direttamente con fra Novella, se Joaquin parla, si muove e ragiona come un vivo allora probabilmente è vivo! La soluzione piaqque all'inquisitore che l'accettò di buon grado, forse più per non dover fare a pezzi un'amico... anche se non l'ammetterà mai.
Risolto il problema "dell'esistenza" del nostro compagno, recuperammo le parti dell'ordigno tedesco e ci dirigemmo verso nord in cerca della città con l'emblema dell'aragosta.
La jeep ci consentì di viaggiare veloce ed in maniera piuttosto confortevole, il serbatoio conteneva abbastanza benzina e ci permise di inoltrarci parecchio in territorio francese. Rimanemmo a secco nei pressi delle rovine di una piccola cittadina che portava su di se i segni di pesanti bombardamenti, alcuni edifici sembravano però abbastanza in buono stato per poterci dare un buon riparo per la notte.
Avvicinandoci alla città Joaquin percepì una presenza, che mi disse inquietarlo ( come possa essere inquieto un morto, che non ha più un granchè da perdere, un giorno me lo spiegherà! ). La presenza si rivelò essere un uomo di nome Simon, un tizio vestito in maniera piuttosto bizzarra, anfibi ai piedi, pantaloni mimetici, giacca a rombi bianchi e neri, guanti bianchi, cappello a cilindro ed una maschera antigas che gli penzolava appesa al collo.
Si appoggiava ad lunghissimo bastone, e a parte questo era completamente disarmato!
Si rivelò essere una persona molto gentile ed accomodante, nonchè privo di senno, infatti lui ed Adolf sembravano amici di vecchia data. Devo dire con assoluta sincerità che provai anch'io simpatia per questo bizzarro personaggio.
Trovammo un posto tranquillo per accamparci, accendere il fuoco e mangiare qualcosa. Ci intrattenemmo in un'interessante conversazione col nostro nuovo amico, ci raccontò molte cose interessanti, pareva aver vagato per queste terre in lungo e in largo ed aver visto un po' tutto quel che c'è al mondo da vedere. Ci disse che il lungo bastone che portava con se doveva essere consegnato ad un cacciatore di morti che si trovava a nord, quella era la sua missione.
Ad un certo punto Simon decise che per lui era ora di dormire, estrasse dal suo zaino due marionette di pregevole fattura, una raffigurante un leone e l'altra un guerriero in armatura, le salutò ed accarezzò, poi le dispose in terra come per fargli da guardiani notturni, e  si addormentò immediatamente.
Visto che il nostro nuovo compagno non sembrava interessato a fornire il suo contributo alla guardia notturna, e la fanciulla non sarebbe stata una valida opzione, anche perchè disarmata e forse non in grado di maneggiare le nostre armi, decidemmo i turni. Il primo turno andò a Novella, che non potendo/volendo accettare la realtà della nuova "condizione" di Joaquin si comportò normalmente, io ed Adolf decidemmo che il secondo terzo e quarto turno avrebbe potuto farli tranquillamente Joaquin che non aveva più la necessità di riposarsi.
La notte passò tranquilla se non per il fallito tentativo di accoppiarsi di Adolf, e Joaquin che al mattino ci raccontò di aver avuto la sensazione che qualcuno ci spiasse, qualcuno che avrebbe lasciato sulla neve impronte grandi come noci... morto e con i primi segni di squilibrio mentale! Ottimo!
Anche la giornata successiva fu tranquilla, passammo lontano da Bordeaux in quanto, stando a quel che diceva Simon, attuale  base dei Diavoli Blu. A riprova della veridicità delle sue parole vedemmo in lontananza una colonna formata da un carro ed un halftrack riportanti il tridente blu lasciare la città. Era per noi impossibile pensare di assaltare il rifugio di una banda che poteva contare su un discreto numero di uomini molto ben armati, nutriti, ed in possesso di un tigre.
Raggiungemmo la successiva città a notte inoltrata, Simon ci disse che era già stato in questo posto e ci condusse in una farmacia abbandonata che si rivelò essere un ottimo rifugio. Ci disse inoltre che il suo viaggio era terminato perchè il giorno successivo avrebbe consegnato il bastone a Carlitos. Simon ripetè le stesse operazioni della notte precedente e si mise a dormire, noi anche, primo turno a Novella ed il resto a Joaquin.
Mi svegliai col cuore in gola al rumore della corona spinarorum che si accendeva. Novella era in piedi di fronte a noi dandoci le spalle, Adolf ed io lo raggiungemmo in un attimo mentre Joaquin faceva capolino dalla porta d'ingresso. L'inquisitore era in piedi con l'arma accesa ed il viso contratto in una smorfia di stupore misto ad orrore, il suo volto era bianco come la neve. Ci raccontò che una marionetta armata di coltello aveva tentato di fare irruzione nel nostro rifugio, fuori dalla farmacia vedemmo impronte grandi come noci...
Adolf ed io tornando a dormire fissammo il leone di pezza di Simon, tutti e due avevamo sentito un'altro rumore oltre al motore della corona spinarorum, era il ruggito di un leone! Scoprimmo che tutti i presentiti avevano udito lo stesso verso, tutti tranne Simon che dormiva.
Finalmente era giorno!
In paese arrivò un gruppo di una trentina di persone, davanti gente che si fustigava e subito dietro Carlitos, il suo luogotenente ed un tizio con volto coperto da un cappuccio con un unico buco per vedere. Ci avvicinammo. Se fino a quel momento avevo pensato che Adolf e Simon fossero pazzi mi dovetti ricredere! Questo Carlitos era completamente e totalmente fuori di senno! Ricevette il bastone da Simon che si congedò da noi con un inchino. Carlitos iniziò il suo sproloquio, ci disse che stava conducendo quel manipolo di persone nel paese del Godi Godi, dove avrebbero vissuto, gozzovigliato e fornicato! Un chiaro esempio di rettitudine e fede che non passò inosservato all'occhio vigile di Novella che ebbe immediatamente da dissentire, e lo fece come sempre con parole di fuoco. I "fedeli" di Carlitos sembrarono risentirsi parecchio alle parole del frate, e si avvicinarono con fare minaccioso. Cercai di sedare gli animi con parole accomodanti, in qualche modo, ci riuscii e venni addirittura invitato da Carlitos ad unirmi alla simpatica combricola, rifiutai dicendo che avevo una missione da portare a termine, ma che magari in un futuro avrei potuto raggiungerli. Il luogotenente ci spiegò che Carlitos aveva tutti questi seguaci a causa delle sue visioni, che erano quasi sempre veritiere, per il resto anche lui pensava che il suo amico fosse uscito di senno! Con Adolf il discorso fu diverso, lui e Carlitos si erano reciprocamente sognati, e per tutti e due l'incontro risultò essere la meta di un percorso partito da molto lontano, e forse è realmente così. Forse quelli che noi consideriamo folli, in realtà sono solo persone che riescono a guardare il mondo con gli occhi dei semplici, e non attraverso i filtri che la fede, la politica o anche solo la nostra cultura immancabilmente ci impone. Adolf e la ragazza decisero di unirsi a loro. Trovo che il nostro amico abbia optato per la scelta per lui più corretta, in fondo il Godi Godi è il posto che fa per lui, forse tutto il mondo per lui è il Godi Godi. Gli auguro tutta la fortuna del mondo e di vivere felice fino alla fine dei suoi giorni!
Carlitos ci ha invitato a partecipare ai festeggiamenti per l'ingresso nella sua comunità di Adolf, e noi lo festeggeremo!

Sia Simon che Carlitos, in occasioni diverse si sono rivolti a me parlando del fatto che a breve incontrerò il mio destino, a tutti e due ho risposto che il mio destino è affidato alle mani del Signore. Ma quale destino può avere un cavaliere? Solo quello di perire combattendo! Mio Signore, forse a breve verrò a te, se questa è la tua volontà!

Ma adesso festeggiamo Adolf!
Oggi non sarà un giorno di sangue, oggi non sarà il giorno della mia riconciliazione a Dio!
Oggi saluto un amico!

Non nobis Domine sed nomini tuo da gloriam
Celestino.

lunedì 13 febbraio 2012

Dubbi...


Mio Signore,
come posso portare a termine il mio compito se la mia fede vacilla? Come posso essere saldo, se la terra sotto i miei piedi sembra diventare sempre più cedevole?

Il cammino che hai scelto per me, oh mio Signore, si fa ogni giorno sempre più imperscrutabile per la mia povera mente. Mi hai messo di fronte a terribili prove, a Torino ho visto il corpo di un uomo che pareva essere il figlio tuo santissimo. Che se egli lo fosse stato veramente, vorrebbe dire che la nostra religione e le parole dei vangeli null'altro sarebbero che menzogna. Era realmente Gesù?

Ad Andorra poi, ho incontrato nuovamente i tre uomini che mi salvarono la vita nei giorni bui che precedettero la mia conversione. Tre uomini che portano il nome degli arcangeli e che si comportano, da quando li vidi per la prima volta almeno, come tuoi umilissimi servi, salvando persone da penosi destini in quest'epoca in cui sembra che il tuo sguardo si sia allontanato dai tuoi figli. Queste tre figure sono ora conosciute come gli angeli, e per me lo furono, lo sono e probabilmente lo saranno. Mikael, nell'occasione del nostro ultimo incontro, non ebbe vergogna a dire di fronte a me ed a Novella che il nostro modo di servirti e pregarti non è quello corretto. Se avesse ragione?

Nella fortezza di Monserrat sia io che i miei compagni abbiamo vissuto un' esperienza mistica, e perdonami Signore se pecco di presunzione, ma mi sono riconosciuto nel templare di cui si narrava la storia negli affreschi... anche se è impossibile che possa aver vissuto situazioni accadute centinaia di anni fa. Come posso sentirmi così legato a quelle immagini?

Ieri due rivelazioni mi hanno nuovamente sconvolto, oh Signore.

La prima è che il nostro compagno Joaquin è un morto... Morto in quella nefasta notte fiorentina, dove tutti per colpa di Otto ( pace all'anima sua )rischiammo di decedere. Joaquin è morto, ma si erge di fronte di noi, condivide le nostre sorti e combatte contro i nostri nemici. Ma egli è morto! Ed allora perchè non riesco a fare il mio dovere? Perchè vacillo? Perchè non riesco a ridurre in pezzi il suo cadavere, come feci senza esitare con fratello Ariosto? Come posso porre fine all'esistenza di un uomo, che seppur non vivo lotta al mio fianco come fece in vita?

La seconda riguarda la missione di Novella. L'inquisizione l'ha mandato nella Francia del nord al fine di recuperare parti di un ordigno bellico di immane potenza. Pensavo di potermi fidare di fratello Jacopo, invece come ogni inquisitore finge interesse per le anime dei poveri innocenti ma in realtà anela il potere terreno! Non riesco a capire se la sua sia fede oppure ottusità mascherata da fede! Ci si può fidare di Novella oppure faccio parte anch'io di un piano dell'inquisizione?

Troppe domande mi attanagliano, ma credo che il mio cammino mi porterà ad avere molte risposte, se questa è la tua volontà.

martedì 29 novembre 2011

Sia fatta la sua volontà...

La strega mi ha baciato...
Ho una gran confusione in testa e non riesco ancora a spiegarmi cos'è successo...
La giovane donna mi ha chiesto di avvicinarmi alle sbarre del carro, l'ho fatto...
Mi ha chiesto se mi fidavo di lei, le ho risposto di no...
Ha allungato le mani tra le sbarre chiedendomi di stringergliele, l'ho fatto...
Signore, come potevo pensare che una giovane donna disarmata e rinchiusa in una gabbia, potesse essere un pericolo per me, per un uomo più alto di lei di almeno 40 centimetri e 50 chili più pesante.
Lei poi mi ha baciato, mi ha baciato la fronte come una madre col proprio figliuolo...
A quel punto mio Signore, nella mia testa sono esplose immagine di riti blasfemi, calici ricolmi di sangue e corpi straziati vittima di apostoli del male!
Al mio risveglio, su di me vegliavano Novella e Joaquin, che mi prestava i primi soccorsi credendomi ferito.
Novella e Otto ( o quel che è ) si sono poi lanciati all'inseguimento della "strega" che era scappata lasciandosi alle spalle il povero Maurizio (Baracco, ndr)con un profondo squarcio nell'addome... Quando mi alzai in piedi decisi che era più saggio per me, in quelle condizioni, e Joaquin rimanere con Maurizio, ma a quel punto sentii una voce nella mente che mi chiedeva aiuto, era lei... ma la cosa che mi stupii maggiormente è che anche Joaquin, secondo me, aveva sentito lo stesso richiamo. Ci dirigemmo ad una vicina grotta dove ci dividemmo...
E' qui Signore, che successe l'incredibile... la mia mente era evidentemente sotto l'effetto del bacio della strega, perchè quello che vidi in quell'antro fu un Athrox che discese da un trono d'ossa per venirmi incontro minaccioso, e feci l'unica cosa che un templare DEVE fare in queste occasioni, accesi LNM(libera nos a malo, ndr) che tuonò rabbioso e calando con violenza sul morto lo divise in due... Solo a quel punto ritrovai il mio senno, e vidi in terra ai miei piedi il prete ( finto lo scoprimmo dopo ) che ci accompagnava. A quel punto mi raggiunsero i miei compagni che mi videro finire di sezionare il cadavere, increduli su ciò che stava accadendo. Novella mi chiese immediatamente spiegazioni, alle quali non mi sottrassi, non per il suo ruolo da inquisitore ma perchè da cristiano quale sono, rifuggo la menzogna. Raccontai loro l'accaduto e della visione che mi aveva ottenebrato la mente, Novella e gli altri credettero alle mie parole senza vacillare mai nella fiducia in me riposta.
Sentii ancora il richiamo della donna mentre ci trovavamo nell'abazia, mi chiedeva aiuto... e ne aveva ben donde, stavano per praticare su di lei un rito sacrilego...
Ora la giovane donna è morta, nella mia testa non si sono più affacciate visioni e non sento voci, spero sia finita qui...
Ma il dubbio mi attanaglia mio Signore, non riesco a capire, la donna mi disse che il suo era un dono e questo dono era per onorarti, per essere uno strumento nelle tue mani, ma un santo tribunale l'aveva accusata di eresia. Che nel seno della tua santa chiesa si celino degli impostori?
Che un tuo strumento sia realmente caduto nelle lorde mani di blasfemi barbari?
Signore ti prego aiutami! Porgi su un tuo umile servo il tuo benevolo sguardo ed illumina il mio cammino!
Signore fai che io sia sempre uno strumento della fede, che la mia mano si levi sempre solo contro i nemici della Santa Chiesa e che il mio corpo sia scudo per i più deboli ed indifesi.
Signore fai che questo sia il mio cammino o che LNM cali su di me come fossi un tuo nemico.

domenica 16 ottobre 2011

La morte di fratello Ariosto detto "Granbrace"


"Venerabilissimo Gran Maestro,
Le invio la presente missiva carica di tristezza e disperazione, per comunicarle che Nostro Signore ha chiamato a se il fratello Ariosto.
Il fratello è caduto per colpa di vile avvelenamento, i nostri nemici oltre che seguire una "falsa fede" ed un "falso Dio" non sono neanche stati in grado di affrontarci degnamente.
Aggiungo Gran Maestro, e questo spero possa rendere più sopportabile la perdita di un valido combattente ed uomo di fede, che fratello Ariosto prima di perire ha avuto la forza e la fede per estirpare un pericoloso atrox. Sarà inoltre lieto di sapere di che il paese di San Ezechiele è stato ripulito dagli infedeli prima dell'intervento di Fra Ruina, questa volta siamo riusciti ad estirpare il male preservando delle vite.
Mentre leggerà queste righe, Maestro, insieme ai miei compagni avrò già affrontato il duro compito che ci attende come unico dei tre templari partiti.
Spero che il Signore mi protegga e mi dia la forza di portare a termine il mio compito e mi dia la possibilità di riconsegnare personalmente Agnus Dei alla famiglia di fratello Ariosto.

"Non nobis Domini, non nobis, sed nomini Tuo da gloriam"

Fratello Celestino.

sabato 8 ottobre 2011

"NON NOBIS DOMINE SED NOMINI TUO DA GLORIAM"


"Perdonami Signore, perdonami perchè oggi ho peccato.
Perdonami perchè oggi ho dimenticato di essere un tuo umile servo e che le Tue vie sono a volte così misteriose da essere per me incomprensibili. Ho lasciato che l'ira si impadronisse di me, che offuscasse la mia mente e mi lasciasse agire come una fiera anzichè come un tuo umile servo. Come ho potuto non capire che la tua benedizione, oh Signore, anche oggi è calata su di me proteggendomi dal male! Come ho potuto essere tanto cieco da non vedere la grazia che mi hai concesso! Per ben due volte hai fatto in modo che colpi, per me potenzialmente fatali, fossero parati da Liberanosamalo anzichè straziare le mie carni. Come ho potuto lasciare che la perdita della mia arma, anche se la più efficace ad adempiere al Tuo volere, abbia permesso di scagliarmi contro Otto con ferocia picchiandolo fino a farlo svenire. In cuor mio l'unica speranza, è che anche la "lezione" impartita al fratello Otto faccia parte di un Tuo piano, e che serva magari a riportarlo sulla retta via, del resto a volte alcune pecorelle necessitano di essere sollecitate col nerbo per rientrare nell'ovile."