domenica 7 ottobre 2012

Arrivo a Malta


Io, don Matteo Tommaso del Torchio, scriverò fedelmente i diari dei giorni che mi condurranno da Venezia alla presa di Creta, come cappellano militare degli Ospitalieri, affinché non accada come a San Novella, ucciso dagli infedeli timorosi della giusta e santa missione di cui era alfiere nella caccia all'eresia. In questo modo, se sarà volontà del Signore che io torni a Lui, qualcuno potrà leggere le mie memorie e perseguire i malvagi, qualora io non sia riuscito ad impetrar la loro punizione.

Al mio sbarco a Malta, rabbrividii: quegli infedeli rivestiti dei Sacrissimi Segni della Chiesa credendo di trovarvi rifugio dall'ira del Signore (o forse da quella degli uomini? Si sa che gli infedeli stoltamente temono anch'essa!) avevano ricoperto l'isola, già sacra, dei segni della loro perversione. Già dal porto si vedevano, sul dorso di una collina, croci utilizzate non già per devozione, ma per punire i colpevoli di atti indegni. Assurdo e blasfemo! Essere affissi in croce come Nostro Signore dovrebbe essere un premio per i migliori, non certo un segno d'infamia!
L'assenza di San Novella, mio ispiratore, era stata disastrosa per i costumi dei locali: il mio ruolo di cappellano militare sarebbe stato arduo, e lo compresi subito. Per fortuna che potevo avvalermi del valido appoggio del mio valente notaio, Antonio Maria Accobelli(l'uomo il cui taccuino è più tagliente di un expiator).
Se ancora avessi nutrito dei dubbi, essi furono fugati dall'incontro con il Reggente, che ci venne ad accogliere al nostro sbarco accompagnato da due individui sulla cui irreprensibilità non scommetterei le offerte della Messa delle sei: Fratello Ruggero, una montagna d'uomo, e Fratello Giocondo, uno strano fratello che subito si mise a farneticare di un Convento della Rasata sul quale dovrò indagare (sospetto che celi il meretricio), ed il cui arto più sviluppato sembrava essere quello che non si usa né per pugnare, né per marciare contro il nemico.
Fratello Giocondo, inoltre, mostrava chiari sintomi di possessione demoniaca: lo udimmo parlare con voci e personalità diverse. Sto studiando un esorcismo che potrebbe liberarlo, ma temo che la sua vera personalità non sia migliore di quelle che dimostra durante le possessioni.
Io feci subito presente al Reggente quanto fosse inopportuno utilizzare le croci come forma di punizione, premurandomi anche di suggerire una valida alternativa quale l'impalamento, mentre Antonio Maria Accobelli – sempre accondiscendente – era disposto perfino a concedere la graticola, ma il Reggente non sembrò prendere in giusta considerazione la gravità del fatto. Dovremo tenerlo d'occhio, è quasi ovvio che si tratti di un eretico, nella migliore delle ipotesi, e un adoratore del Demonio nella peggiore: chi altri potrebbe fare un simile uso della santissima Croce?

mercoledì 26 settembre 2012

Ultime news

Cari amici eccomi qua ad annunciarvi le ultime news. Martedì 2 ottobre ripartirà la nostra campagna, quindi probabilmente questo sarà l'ultimo post di news, i prossimi saranno relativi alla campagna. Tra le novità, la più bella è che, se tutto va bene, avremmo un 5° elemento nel gruppo, ma non una persona qualsiasi, bensì uno degli illustratori ufficiali del Sine. Incrociamo le dita e vedremo se la cosa andrà a buon fine.


 Colgo l'occasione per scusarmi se non mi sono fatto più vivo sui vostri blog, ma sto scrivendo la campagna nel mediterraneo, inoltre ho iniziato un progetto GDR con alcuni amici della Gilda del Grifone, una delle associazioni più grandi di Torino. Ho sottoposto le squadre di GDR, che sono molto titolate a livello nazionale (un terzo e settimo posto quest'anno nel campionato gdr), ad una campagna a Project HOPE, se volete dargli un'occhiata eccovi il link, Squadra Grifone, anche lì ci saranno esperienze di scrittura multiple.
Un saluto e un grazie a tutti coloro che continueranno o incominceranno a seguirci...